
Ieri è stata una giornata assolutamente stancante e assolutamente gratificante.
Ho preso atto delle mie necessità, e dopo un bel pò mi sono decisa a concentrarmi su me stessa invece che attendere che qualcuno mi porgesse la mano per invitarmi a uscire di casa.
Un mio collega stava organizzando una visita alla cripta del frati Cappuccini presso la Chiesa dell'Immacolata a Via Veneto; avevo accettato l'invito con piacere, e aspettavo notizie. In qualche modo avevo gettato un amo indicando una data per l'incontro, salvo poi ricevere buca dalla comitiva il giorno stesso della prevista gita.
Ora, sarò poco sportiva e vecchio stampo, ma per me un ritardo, o il non presentarsi a un appuntamento sono un buon motivo per ignorare qualcuno fino alla morte: per dire, io adeguo la mia vita a te, nego del relax al mio cervello per condividere il mio tempo con te, e tu liquidi la mia premura, la mia generosità come una piccolezza da rimandare a data da destinarsi..?
Ancora, ho avuto una voglia ingiustificatamente folle di cucina cinese da Dio sa quanto; ho accettato inviti in proposito da parte di parenti e amici, che devono ancora "farmi sapere". Io non posso aspettare i vostri comodi per soddisfare le mie piccole necessità, ve ne rendete conto..? E certo, anche io forzerò me stessa su di voi, con le mie scadenze, le mie date e i miei orari, ma dannazione, è il minimo che si DEVE fare quando si VUOLE fare qualcosa, no?
Seriamente, sono stufa della mancanza di fare piani, di questa tiepida indolenza che caratterizza la capacità dell'uomo moderno di prendere decisioni.
Ok, suonerò arrogante e presuntuosa, ma personalmente non me ne frega un cazzo.
In fin dei conti siamo tutti arroganti o presuntuosi, no? E' la natura umana a farci così, a farci credere tutti unici e fondamentali solo perchè il mondo è visto dal limite del nostro punto di vista, il punto di vista di esseri finiti e incompleti.
Eh beh, io questo lo so. Lo so che gli altri hanno altre ragioni di vita oltre al compiacermi, e comprendo che l'essere ignorati o il non essere presi in considerazione in certi momenti è anche abbastanza ovvio e legittimo, e proprio per questo quando organizzo qualcosa con qualcuno IO mi dedico alla riuscita di un progetto COMUNE.
Detto questo, ieri ho esaudito questi miei due desideri, e l'ho fatto DA SOLA, ed è il motivo portante per cui sono riuscita a farlo.
Sono andata con mio padre la mattina presto a ritirare il nuovo computer (che mi sta già facendo incazzare come una bestia) come adeguatamente programmato, e appena risolta questa pratica mi sono diretta alla chiesa per la visita.
Ero priva di spiccioli per l'offerta, ma dopo mille peripezie per cambiare 5 euro sani (che hanno confermato che la gente fa schifo), mi sono apprestata alla cripta, che mi ha deluso per le ridotte dimensioni, ma sicuramente affascinato per i contenuti.
In un senso, il significato ultimo di un simile luogo non è forse quello di un secchio dell'immondizia per roba ormai inutile?
Le ossa, lo "scarto" ultimo di un corpo umano, qualcosa che non è neanche degno di essere mangiato dai vermi.
Il sito del convento utilizzava un'espressione pregna di significato in questo senso: la fede cristiana nella resurrezione è il messaggio che ha voluto trasmettere chi ha strutturato quest'opera d'arte ornamentale con questo materiale veramente povero. "Veramente povero".
C'è un motivo se le unghie o i capelli sono considerati "sporcizia" una volta tagliati via dal corpo; il corpo umano, tutto sommato, è un fastidioso ingombro, un involucro destinato alla marcescenza che permette all'anima di interagire con altre anime in questo livello di esistenza... Finchè "vivo" è uno strumento prezioso per la maturazione del nostro spirito in relazione agli altri e a quello che ci circonda, ma una volta finito il suo ciclo, è solo qualcosa di cui disfarsi.
La cripta dei Cappuccini era talmente piena di queste spoglie che non si sapeva più dove metterle. E allora perchè non usarle come "decorazione"? Utilizzare le spoglie di un defunto come arredamento di certo suona indecoroso e perverso nella nostra visione moderna e scema delle cose, ma nella contemplazione spirituale della promessa di una vita eterna, completamente perfetta, non è forse la cosa più ovvia da fare?
Mi viene in mente la plastinazione di Von Hagens e gli scandali di ordine "morale" generati dalla sua affascinante esibizione. Siamo onesti, a nessuno frega niente della dignità dell'essere umano, vedi l'entusiasmo con cui vengono accolte le sperimentazioni sulle cellule staminali, alla gente dà solo fastidio il constatare con i propri occhi la materia, volgare e facilmente riciclabile, di cui siamo composti.
A nessuno piace l'idea di morire, anche se siamo da sempre coscienti di questa inevitabile eventualità.
Il secondo desiderio esaudito riguarda la cucina cinese (e siete liberi di storcere il naso se parlo di cibo subito dopo aver parlato di cadaveri).
Dopo la visita infatti, ho gironzolato per il Centro, e ho optato per un loschissimo ristorantino vicino la Fontana di Trevi per soddisfare il mio appetito, se non altro entusiasta di assaggiare un piatto di spaghetti di soia per 4 euro, dopo aver visto i menu in zona richiedere 12 euro per una pizza Margherita.
--Ho ordinato una porzione di involtini primavera, i succitati spaghetti con maiale, patatine fritte e una bottiglia d'acqua. Ho speso 11.30 euro, e anche questo è indecente, ma se non altro ho posto fine a una viscerale necessità che languiva in me da maledetti mesi.
Tra l'altro non avevo mai mangiato gli spaghetti di soia! E' stato parecchio inquietante, appena c'ho infilato la forchetta e ho visto 'sta matassa solida di filini trasparenti stavo quasi pentendomi della scelta, ma il sapore finale era gradevole! Sono felice che la mia avversione per la soia sia finalmente terminata!
Dopo il pasto ho girovagato ancora un pò per il Centro per terminare il mio vagare da Feltrinelli. Anche lì, una piccola vendetta personale: ho letto a sbafo Musica di Mishima su una delle poltrone "di cortesia" >3> Il ritorno di Scroccodile Dae X'D !
--Uhm, non penso di recensirlo, ma è stata una lettura piuttosto inquietante! La trama in sè era molto volgare, e anche il tema della psicanalisi, ma lo stile di scrittura è sempre raffinato e "distaccato", molto Mishimesco, molto "occidentale".
Mishima è così decadente! Capisco perchè rifiuti così abrasivamente la sua natura intellettuale nei suoi scritti politici! Amo molto la dualità di questo autore... Lo sento molto affine al mio modo di essere e di sentirmi, mi piace identificarmi con lui.
Ecco perchè forse di tutto il libro il mio personaggio preferito è Hanai: il fatto che sia affascinante, impotente e così abituato alla delusione me lo rende uno spirito affine-- Adoro la sua indolenza contrapposta alla sua forza espressiva e il nervosismo di fondo!
Per chiudere la giornata, mi sono recata in un negozio di abbigliamento fetish/loli sulla Via Appia, Susie, per comprare dei corsetti che avevo visto su internet.
Ho deciso di recarmi sul posto invece di affidarmi al loro account su Ebay perchè volevo sincerarmi della qualità del materiale, delle taglie disponibili e di come mi calzassero, me soprattutto per evitare le spese postali, ahah!
Ero partita con l'intenzione di comprare un solo corsetto, alla fine ne ho presi due, uno basso, che stringe solo la vita, molto troiesco in verità, e uno alto, che sorregge il seno, molto più elegante e "vittoriano".
Sono molto felice dei miei acquisti!
Ho concluso la giornata recandomi all'appuntamento con mio padre alla stazione della metro, i piedi doloranti a causa delle lunghe camminate sui sampietrini e il cuore sazio per l'essermi finalmente concessa tutto questo bene.








